|
|||||||
| Register | Blogs | FAQ | Forum Rules | VB Image Host | Members List | Calendar | Search | Today's Posts | Mark Forums Read |
| Italo-Dalmatian Italiano, Calabro-Sicilian, Napoletano-Calabrese, etc. |
![]() |
|
|
Thread Tools | Display Modes |
|
||||
|
[Fonte: IlGiornale.it]
Il tabù della cultura meticcia L'ignoranza è la madre di tutte le catastrofi e la polemica sorta sull'intervento del Presidente del Senato Marcello Pera al Meeting di Rimini non sfugge a questa regola. Qual è la frase che ha scatenato la “vibrante protesta” delle anime belle? Eccola: «In Europa la popolazione diminuisce, si apre la porta all'immigrazione incontrollata, e si diventa “meticci”». Su quest'ultima parola, “meticci”, gli alfieri del politicamente corretto hanno costruito la novella del Presidente Pera «pusher d'identità artificiali e manipolate» (copyright Gad Lerner). Ciò che sorprende non è l'attacco a Pera (era scontato e si sarebbero appigliati a qualsiasi frase del suo intervento pur di metterlo sulla graticola), ma l'ignoranza - non sappiamo se voluta o naturale - su un dibattito culturale che va avanti da almeno un secolo. Pera infatti si riferisce non alla genetica, ma al tema del “meticciato culturale” e del multiculturalismo. Problemi che la società americana ha cominciato ad affrontare nel lontano 1908, quando lo scrittore ebreo Israel Zangwill mandò in vetta alla classifica dei dischi la canzone Melting Pot provocando l'entusiasmo di Theodore Roosevelt e accendendo un intenso dibattito sull'identità del “new American man”. Da allora è passata tanta acqua sotto i ponti e mentre gli Stati Uniti hanno sviluppato un modello di integrazione delle altre culture nel ceppo originario, anglo-protestante, dei Padri Fondatori, l'Europa ha continuato a vivere senza il problema per oltre mezzo secolo, salvo poi risvegliarsi dal dolce sonno negli anni Ottanta con la terza ondata dei processi di democratizzazione, la globalizzazione e l'immigrazione senza regole. Il Vecchio Continente fa i conti solo oggi con il problema dell'identità e lo fa, purtroppo, in presenza di un ingombrante relativismo culturale e del mito del politicamente corretto che fa di ogni argomento scomodo per le coscienze borghesi un tabù. L'Europa, inoltre, porta su di sé l'immane tragedia del nazismo e del fascismo e il “peccato” di aver assimilato nella sua cultura massicce dosi di marxismo. Anche l'ombra lunga dei totalitarismi ha impedito finora un dibattito sereno e veritiero sull'identità dei popoli del Vecchio Continente. Questa diga non ha impedito però proprio alla Chiesa – paradossalmente - di aprire un confronto e uno studio approfondito sull'immigrazione e l'integrazione delle diverse culture in una singola nazione. È stato il patriarca di Venezia, il cardinale Angelo Scola a parlare recentemente in un'intervista di «un dato di fatto, che io ho definito “meticciato culturale”: questo processo, che purtroppo non è pacifico, è però incontrovertibile. Noi dobbiamo fare i conti con questa realtà, assecondarla, comprenderla e per quanto possibile di orientarla. Ciascuno facendo la sua parte: la Chiesa accogliendo, le autorità politiche mettendo in atto politiche intelligenti sull'immigrazione a livello europeo, la società civile agendo nella scuola, nella famiglia, nelle associazioni. Il vero terreno di confronto non è tra cristianesimo e islam, ma tra uomini che condividono la stessa esperienza elementare». È forse quello del patriarca di Venezia un discorso razzista? Non ci pare. Il tema del rapporto tra civiltà, religioni e culture ha animato la discussione nella Chiesa tra XX e XXI secolo e di quei dibattiti uno dei protagonisti è stato proprio il cardinale Joseph Ratzinger, allora Prefetto della Congregazione della Fede, durante una visita nel 1999 a Menlo Park, California. Non a caso negli Stati Uniti, Paese che con la pubblicazione delle opere della Scuola di Chicago, di Leo Strauss (Natural Right and History, Diritto Naturale e Storia) e Allan Bloom (The closing of American Mind, La chiusura della mente americana) e l'attività nelle università e in politica è riuscita a creare un argine al relativismo e al disastroso fenomeno del politicamente corretto. Quella riflessione (che è diventata azione politica) cominciata un secolo fa, in America è tuttora aperta. Samuel Huntington ha pubblicato l'anno scorso Who are We (ora disponibile anche in edizione italiana: La Nuova America, Garzanti), un dettagliato studio sull'origine e l'evoluzione dell'identità americana. Secondo l'autore del citatissimo (ma poco letto in Italia) Scontro delle civiltà, il melting pot rischia di essere un sogno consolatorio di fronte alle ondate di immigrazione ispanica che stanno cambiando la geografia culturale degli Stati Uniti. Mentre sulla sponda atlantica il dibattito è serio e vivace, bisogna tristemente prendere atto che in Italia invece l'argomento è ancora materia da totem e tabù. Ancora una volta, come si vede, il problema è di cornice ideologica, di contenuto, di onestà intellettuale, di analisi dei dati e accettazione della realtà. Si possono avere idee differenti, si può dissentire dall'opinione espressa da Pera (che ha peccato di ingenuità anticipando un problema che l'Italia preferisce non vedere e non affrontare), ma è pura demagogia nascondersi dietro una parola per demonizzare l'avversario ed esercitarsi in un gioco di fumo e specchi che forse sarà utile per la battaglia politica, ma non rende un bel servizio al Paese.
__________________
http://www.myspace.com/ederico
http://patriae-caritas.blogspot.com http://nazzjon.blogspot.com Via Enrico Mizzi, Roma. ![]() |
|
||||
|
«In Europa la popolazione diminuisce, si apre la porta all'immigrazione incontrollata, e si diventa “meticci”» --- L'Onorevole Marcello Pera
Correttezza politica, ipocrisia e liberalismo infettano la reazione ai commenti dell'Onorevole Marcello Pera. Noi come maltesi e europei, assieme ai nostri vicini italiani, ci dovremmo chiedere cosa è implicitamente scorretto e falso nella dichiarazione di Pera. A tale domanda l'osservatore che protegge quel che conta veramente e anche un'osservatore semplicemente imparziale, risponderebbe che l'Onorevelo Marcello Pera sta solo ripetendo la verità ripetuta e risaputa in vari circoli di destra e di nazionalismo in tutta Europa. La stabilimento sociale-politico reagisce in totale ipocrisia, caratteristica liberale per eccezione, e nega l'apparente vera realtà che affligge non solo Malta e l'Italia ma tutta Europa. Tale Europa sta indulgendo in un liberalismo che è la fonte della sua rovina, un vero cancro interno che è inerente ad un vero e proprio tradimento dell'Europa stessa nelle sue fondamenta e nelle sue tradizioni. L'Europa e la varie nazioni e etnie native costituenti devono asserire la loro identità in tutte le sue caratteristiche. Con tale asserimento gl'europei devono riconquistare il loro proprio amor proprio e riconquistare l'Europa stessa in tutti i campi che fanno la società europea e il suo presente e futuro. Da Cattolici dovrebbe dare più scontento e indignazione l'incredibile malattia liberale che ha infettato la Sancta Ecclesia dove chierici incoscenti ripetono cianfrusaglie liberali in totale disrispetto alla entità (l'Europa) che più di qualunque altre ha dato vita e potenza al Cattolicesimo in una relazione reciproca. Infatti, il liberalismo è la mattia e la crisi più grave che ha mai afflitto l'Europa e la Chiesa. Infatti le due entità stanno crollando insieme. In tema di immigrazione e altro, questa Chiesa (e meglio dire i mezzi di comunicazione che sono selettivi in che quotare e in cosa favorire e attaccare) che lascia spazio esclussivamente a liberali, modernisti e progressisti di parlare si sta scavando la propria fossa e quella dell'Europa con se. Papa Benedetto XVI dovrebbe agire sulle sue stesse parole e invocare un'azione politica contro: «...un odio di sé dell'Occidente che è strano e che si può considerare solo come qualcosa di patologico; l'Occidente tenta sì in maniera lodevole di aprirsi pieno di comprensione a valori esterni, ma non ama più se stesso; della sua propria storia vede oramai soltanto ciò che è deprecabile e distruttivo, mentre non è più in grado di percepire ciò che è grande e puro» Si dovrebbe fare un'azione politica anche contro questa snaturata situazione: «L’Europa, proprio nell’ora del suo massimo successo, sembra svuotata dall’interno, come paralizzata da una crisi circolatoria, una crisi che mette a rischio la sua vita affidandola a trapianti che ne cancellano l’identità. Al cedimento delle forze spirituali portanti si aggiunge un crescente declino etnico. C’è una strana mancanza di voglia di futuro» È tempo che Papa Benedetto XVI capisca la verità nelle sue stesse parole da Cardinale datate a pochi anni fa. Comunque, non basta riconoscere il pericolo ma bisogna agire e prendere le misure necessarie per attaccare questa crisi, che parte proprio da un'attacco al liberalismo, il multiculturalismo e l'immigrazione massicce e in genere illegale. In passato il Papa ha parlato contro questi fattori, ora che può veramente fare qualcosa di influente non si dovrebbe tirare indietro. Intanto tutti gl'europei devono agire per salvare le proprie patrie e le proprie nazioni, per non dire la proprio civiltà europea, da questa grave minaccia. Una possibile posizione della Chiesa contro tale difesa e assertività non deve bloccare l'azione visto che questi sono problemi politici e culturali e non in effetti teologici e religiosi. Per i chierici che suonano una politica suicida per l'Europa, ci sono altri che rispettano la tradizione della Chiesa che è la stessa tradizione che ha dato contributi enormi alla costruzione dell'identità propria dell'Europa. Come chiusura ringrazio Marcello Pera per le sue oneste e vere parole. Spero che Pera non desista e non si ritiri dal continuare a dire tali verità.
__________________
http://www.myspace.com/ederico
http://patriae-caritas.blogspot.com http://nazzjon.blogspot.com Via Enrico Mizzi, Roma. ![]() |
|
|||
|
Quote:
Conserviamo la nostra dignità di europei, tramandiamo le tradizioni, rifiutiamo il consumismo idiota. Cerchiamo di vivere da uomini. |
![]() |
| Bookmarks |
| Currently Active Users Viewing This Thread: 1 (0 members and 1 guests) | |
| Thread Tools | |
| Display Modes | |
|
|
Similar Threads
|
||||
| Thread | Thread Starter | Forum | Replies | Last Post |
| Per una cultura europea | Figlio della Lupa | Italo-Dalmatian | 0 | Thursday, March 17th, 2005 18:45 |
| A importancia da auga, aire e lume na cultura galega | Faísca | Ibero-Romance | 3 | Thursday, January 13th, 2005 10:31 |
| Gli Uomini Della Rsi: Graziani | Napo | Italo-Dalmatian | 0 | Sunday, January 2nd, 2005 04:24 |
| Portugueses e Galegos criam rede sobre cultura castreja | Faísca | Ibero-Romance | 0 | Saturday, January 1st, 2005 20:05 |
| A cultura castreja (c. III a.C. - I d.C.): a longa tradição de resistência ibérica | Faísca | Ibero-Romance | 0 | Saturday, January 1st, 2005 20:04 |