Giovani al lavoro
Censis, giovani al lavoro ma solo il 35% ha una casa
MILANO (Reuters) - Sono quattro milioni, secondo un'indagine condotta dal Censis per la Banca di Roma, i giovani "a cavallo dei trent'anni" che lavorano, sia pure attraverso contratti atipici, e che, potendo, acquisterebbero una casa. Un bacino d'utenza che potrebbe diventare importante per le banche, considerato che il mercato immobiliare tende alla saturazione.
All'inizio del 2005, segnala la ricerca, la media dei proprietari di case ha ormai superato l'81 per cento. Mentre tra i giovani tra i 26 e i 35 anni, anche se occupati, e quindi economicamente indipendenti, la quota di chi vive in una casa di proprietà scende al 35,2 per cento.
L'insieme più rilevante dei proprietari è formata da giovani che vivono in coppia (oltre 1,8 milioni di individui), cui si aggiunge una quota significativa di single (321 mila), dice il Censis, sottolineando che attraverso l'abitazione si sperimenta un progetto di vita in comune.
La ricerca fa anche notare che i giovani con un lavoro atipico nel nostro Paese costituiscono il 21,5% del totale dei giovani occupati e quota è tendenzialmente cresciuta negli ultimi anni di circa 3 punti percentuali (dato che nel 2001 erano il 18,8%).
"I giovani rappresentano la fascia generazionale che domanda abitazioni in un mercato immobiliare che sta divenendo saturo - ha detto il direttore del Censis Giuseppe Roma - bisogna aiutarli anche perché la stabilità abitativa può bilanciare le incertezze del lavoro flessibile".
LA MAGGIORANZA VIVE CON MAMMA E PAPA'
Fatti 100 i giovani che lavorano e che potrebbero acquistare un'abitazione, dice il Censis, la maggioranza (56,7%) vive con i genitori, il 33,9% vive in affitto e il 9,4% sono giovani, in coppia (2,9%) o single (6,5%), che vivono in coabitazione.
I potenziali giovani acquirenti vivono in prevalenza nel Nord-Ovest (30,1% del totale) e, in particolare, in Lombardia (18,7%); ma anche al Sud c'è una fetta consistente di fabbisogno abitativo (28,1%), non fosse altro perché in quest'area risiede la maggioranza dei giovani tra i 26 e 35 anni (35,8%). Nord-Est e Centro coprono invece ciascuna una quota di potenziale domanda del 22% circa, con un ruolo rilevante di Veneto (10,5%) e Lazio (8,8%).
Alla luce di questi dati, le banche stanno cominciando a offrire prodotti su misura per i lavoratori atipici, mentre il governo ha messo a punto un pacchetto di iniziative a favore di queste categorie di occupati, tra le quali un 'Fondo mutui per i precari'.
Una delle prime banche a lanciare un mutuo per i lavoratori atipici tra i 18 e i 35 anni è stata, a novembre, Banca di Roma, con il prodotto "Mutuo per i Giovani". Anche la Cassa di Risparmio di Firenze offre da qualche tempo finanziamenti ai lavoratori con contratto a progetto che abbiano lavorato per almeno nove mesi in ognuno dei due anni precedenti e per cui non viene chiesto l'intervento di garanti.
Offerta analoga è stata lanciata a febbraio da Banca Woolwich, la divisione retail di Barclays Bank specializzata in mutui immobiliari, che offre due prodotti per lavoratori atipici.
"Il Mutuo per i giovani è la testimonianza di un percorso avviato ormai da mesi e di un'attenzione verso il mondo giovanile e le sue esigenze" ha dichiarato Andrea Crovetto, Direttore Generale di Banca di Roma. "Un'attenzione - ha sottolineato - in linea con un modo professionale di fare banca e che si coniuga con l'evoluzione del mercato e le dinamiche sociali in atto".
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