Il conflitto d'interessi del rettore dei rettori Piero Tosi
23 dicembre 2004
La legalitą all'Universitą di Siena piegata alle ambizioni politiche del rettore in carica, prof. Piero Tosi, che vuole conservare a tutti i costi la poltrona di presidente della Conferenza dei rettori italiani fino alle prossime elezioni politiche del 2006. E' la denuncia di Giovanni Grasso, uno dei rarissimi docenti che stanno cercando di impedire che si consumi questa illegalitą.
Rimanendo a capo di un organismo che conferisce prestigio e visibilitą, l'attuale rettore potrą garantirsi un seggio in Parlamento o, meglio, come dicono i suoi amici, un ministero: quello dell'Universitą o quello della Sanitą. Del resto il rettorato dell'Universitą di Siena č un ottimo trampolino di lancio per diventare ministro, visto il precedente di Luigi Berlinguer.
Ora, sospendere, a cinque mesi dal loro svolgimento le elezioni rettorali gią previste, per ottenere, di fatto, un quarto mandato, significa ledere i diritti del corpo elettorale e impedire le legittime aspettative di chi vuole candidarsi a Rettore. Non solo Tosi non ha da invocare alcuna emergenza accademica, ma non ha neppure alcun merito amministrativo e gestionale da esibire, anzi. La grave situazione finanziaria esistente ha gią imposto e imporrą manovre pesanti che ipotecheranno l'attivitą programmatoria dei prossimi tre rettori, proiettandone gli effetti fino al 2018-2020.
Gioverą ricordare che l'Universitą di Siena ha la fortuna di godere, a differenza di altri atenei, delle sostanziose elargizioni del Monte dei Paschi e della Fondazione Monte dei Paschi. Per dare un'idea dell'entitą dei contributi, nel solo esercizio 2004, la Fondazione Monte dei Paschi ha destinato all'Ateneo 9.350.000 euro che saranno tutti gestiti direttamente dal governo dell'Universitą. A questi vanno aggiunti contributi pari a 2.060.000 euro, destinati a progetti di ricerca, attrezzature, arredi e organizzazione di Convegni che saranno gestiti direttamente dalle strutture didattiche e scientifiche.
Enrico Rufi
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