ma ste cose succedono solo in Italia? pt II
IL GIORNALE DI VICENZA 05/02/2007
Il consigliere provinciale Beggiato ha scritto una lettera a Gnudi
«Là dove nessuno è fesso
pochi pagano le bollette»
«Da socio mi chiedo: perché l’Enel non chiede i rimborsi?»
(ma. sm.) Ettore Beggiato non ha gradito. Da politico autonomista e, soprattutto, da socio privato di Enel. E così ha scritto una lettera preoccupata al presidente della società, Pietro Gnudi. A suscitare le ire del consigliere provinciale è stato un piccante articolo di Gian Antonio Stella, pubblicato sul Corriere della sera nel dicembre scorso.
«Nell'articolo - ricorda Beggiato - si denunciava come l'Enel sia in credito di ben 305 milioni di euro nei confronti degli enti locali e di amministrazioni pubbliche varie. In particolare gli autori sottolineavano come in Campania la questione abbia preso una piega preoccupante, visto che l'Asl Napoli 1 sarebbe in debito di 14 milioni e mezzo di euro, seguono poi "la Regione Campania e il Comune di Napoli con bollette mai pagate rispettivamente per 9 e 6 milioni di euro. Segue al quarto posto, con tre milioni e 200 mila euro, l'Azienda sanitaria locale di Salerno».
Chi conosce bene Beggiato, sa che l’aspetto che più lo ha fatto imbufalire è la localizzazione geografica dei "portoghesi" della bolletta. Guarda caso, pensa senza dirlo Beggiato, tutti coloro che si attaccano a sbafo sulla linea dell’Enel sono da Napoli in giù. «Mi aspettavo da parte di Enel un documento, una presa di posizione - prosegue il consigliere provinciale - atta da una parte a tranquillizzare gli azionisti privati (il 68% se non sbaglio), dall'altra a illustrare gli opportuni provvedimenti finalizzati al "recupero crediti", al fine anche di evitare che nelle terre dove nessuno è fesso Asl, Comuni, Comunità Montane, Acquedotti più o meno virtuosi fossero attirati da simili andazzi».
Ah, ecco, nelle terre dove nessuno è fesso, così si capisce meglio. «Ma non ho visto alcuna risposta ufficiale di Enel - insiste - e se mi è sfuggita mi scuso fin da adesso».
Ma siccome Beggiato è arcisicuro di non essersi sbagliato, il consigliere provinciale, oltre che socio preoccupato per i futuri dividendi, decide di chiedere formalmente al Gnudi: «a) quali iniziative intenda intraprendere Enel per tutelare gli azionisti da logiche preoccupanti che potrebbero portare conseguenze sul valore stesso delle azioni facilmente immaginabili; b) quali iniziative intenda intraprendere Enel nel versante del recupero crediti nei confronti degli enti locali e delle amministrazioni pubbliche varie».
Fosse per Beggiato, nei palazzi della Regione Campania e in quelli del municipio a Napoli i vari Bassolino e Russo Jervolino dovrebbero avere già fatto una scorta di candele.
|