ma ste cose succedono solo in Italia?
E' normale che una regione (e una parte del paese) mantenga delle altre regioni? O succede solo in Italia?
Ogni cittadino del Veneto sborsa 54 euro all'anno per sostenere i passivi prodotti dalla sanità delle regioni che hanno bilanci in rosso. A questo vanno aggiunti 290 euro che equivalgono alle spese per le cure di pazienti provenienti da altre regioni che non hanno saldato i loro debiti (i pagamenti arrivano anche con 3-4 anni di ritardo). Di fatto ogni veneto si accolla all'anno 340 euro per ripianare i debito che altre regioni producono con un trend di crescita del 5 per cento ogni anno. Nei giorni scorsi il Veneto aveva lanciato la provocazione: "sanità del Sud quanto ci costi", invitando anche il ministro Turco a controllare se le regioni del Sud, soprattutto quelle che hanno i conti meno a posto, applicano regolarmente il pagamento del ticket. Il Ministero risponde richiamando l'accordo che consentirà alle regioni di mettere in atto misure alternative per quanto riguarda la riscossione dei ticket. «Nel pieno rispetto - precisa il Ministero - delle condizioni economiche in cui versano le regioni». Del resto, aggiunge il dicastero della sanità, sono in atto costanti incontri con le regioni per verificare se le nuove norme vengono applicate correttamente. Che comunque la manovra non sia stata accolta in maniera uniforme non è un mistero: ci sono regioni che hanno pubblicamente dichiarato di non avere intenzione di applicare il balzello e proprio nel corso di una delle ultime riunioni tra le regioni, quando è stato chiesto agli assessori che riscuotono il ticket secondo le indicazioni del Ministero di alzare le mani, poche braccia si sono levate. Le regioni che hanno i passivi maggiori sono la Campania Laughing , con 1 miliardo e mezzo di euro e il Lazio, con 1 miliardo e 800 mila euro, contro i 200 mila euro del Veneto e (più o meno) della Toscana e dell'Emilia Romagna. Di fatto il deficit sanitario italiano nel 2005 è stato prodotto per il 63 per cento da Lazio, Campania e Sicilia Laughing , contro il 50 per cento maturato nel 2004. «Non dimentichiamoci che nell'ultimo riparto siamo stati ulteriormente penalizzati - spiega l'assessore alla Sanità del Veneto, Flavio Tosi - Ci abbiamo rimesso 70 milioni di euro, quando sono stati stanziati fondi ulteriori per aiutare le regioni in difficoltà per quasi 2 miliardi e 100 milioni di euro. Insomma, noi continuiamo a pagare per l'incapacità degli altri. Faccio solo un esempio, il Veneto ha circa 200 milioni di euro di disavanzo, se solo da Roma fossero arrivati i soldi che ci spettavano dal riparto, 240 milioni di euro, saremmo in attivo. Se a questi aggiungiamo il miliardo e 300 milioni di euro che equivalgono ai soldi che avanziamo per il movimento dei pazienti dalle altre regioni, i conti sono presto fatti: la nostra sanità è più che florida. Ma non è un discorso solo nostro, anche la Lombardia, o l'Emilia Romagna, si trovano in una situazione analoga». Ma l'elenco di "debiti e disavanzi" è ben più pesante. «Le Usl del Sud non pagano i debiti, se non dopo tre-quattro anni, mentre noi dobbiamo pagare i fornitori a 90-120 giorni - aggiunge Tosi - Sono sempre di più le nostre Usl alle quali arrivano ingiunzioni di pagamento, o sono costrette a versare pesanti interessi per richiedere il denaro». Ogni anno il Veneto offre prestazioni a circa 100 mila pazienti provenienti per il 50 per cento del Sud e per il rimanente dalle regioni confinanti che però, precisa l'assessore, pagano con regolarità. Molto basso, invece, il movimento dei pazienti veneti verso altre regioni. La preoccupazione ora è che le regioni che sono più inadempienti alla fine non concorrano neppure con gli 800 e rotti milioni di euro legati alla raccolta dei ticket. Se così fosse anche questa cifra andrebbe a pesare sulle casse del Nord.Sulla questione dei ticket è intervenuto anche Vasco Errani, presidente della Conferenza delle regioni che si è tenuta ieri. «Si cercherà di affrontare almeno quei problemi che la finanziaria ha aperto, a partire dai costi che superano quelli delle prestazioni, un elemento assolutamente da modificare. Occorrerà un intervento legislativo - ha chiarito Errani - che dia la possibilità alle Regioni di rimodulare quei ticket senza più incorrere in problemi».
Daniela Boresi- Il Gazzettino
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