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Fanno un discorso sbagliato. Oltre a cercare di scusare la tentativa di unificare la lingua in Catalonia, Valencia, le Baleari e chi sà se anche in Alghero.
Non credo che uno di Ferrara ed un altro di Bologna non si riescano a capirsi parlando la lingua emiliana, soltanto perque gli accenti sono diversi e canvia qualche parola. La lingua no è uno strumento politico. È un fatto culturale.
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'Dardanidae duri, quae uos a stirpe parentum prima tulit tellus, eadem uos ubere laeto
accipiet reduces. Antiquam exquirite matrem: hic domus Aeneae cunctis dominabitur oris, et nati natorum, et qui nascentur ab illis.' We can easily forgive a child who is afraid of the dark; the real tragedy of life is when men are afraid of the light. –Plato– |
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Beh, si. Il tipo è andato in trè ristoranti in trè città diverse, dove bottiglia di vino e arancia si pronunciano in modo diverso nei loro dialetto. Ed è da qui che, secondo luì, uno di Ferrara, uno di Modena ed un altro di Bologna, anche se tutti trè parlano in lingua emiliana, per farsi capire fra di loro dovrebbero impiegare la lingua italiana. E quindi, sempre secondo luì, questo è un fatto che succede proprio perche non esiste un modello di unità della lingua.
È da deceni di anni che da Catalogna cercano d'imporre un modello di unità basato sul catalano orientale che si parla a Barcelona, e l'idea politica del'unità dei Països Catalans viene data sulla unità della lingua. In altre parole, la negazione dell'identità dei Valenciani e Baleari. Non esistono gli Països Catalans! Non hanno mai esistito! Non è vero che perche no ci sia una unità della lingua sotto une regole dittate da Barcelona, non reusciamo a capirci. Qualche settimana fà sono andato atraverso la Catalogna meridionale e occidentale, non avvendo nessun problema per parlarci con la gente. Nella comarca di Tortosa (il sud della provincia di Tarragona), comunque, parlano il dialetto tortosí che è lo stesso che parlano nelle comarche del Maestrat i Els Ports (il nord della provincia de Castelló). Nella Catalogna Occidentale (provincia di Lleida/Lérida), il catalano che ci parlano è parecchio simile al valenciano giusto perche il valenciano è una forma dialettale dil catalano occidentale. In più, per la prima volta sono andato da due villagi della Franja de Ponent, cioè la frascia giusto all'ovest della provincia di Lleida, nella provincia di Huesca (Osca in catalano, anche se è l'Aragon), dove parlano un dialetto occidentale dil catalano che mi ha sorpreso così tanto perche me sembrava che parlassero valenciano. In somma.. chi se ne frega di questi iacobbini da Barcelona, ignoranti neo-catalani tanti di loro?
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'Dardanidae duri, quae uos a stirpe parentum prima tulit tellus, eadem uos ubere laeto
accipiet reduces. Antiquam exquirite matrem: hic domus Aeneae cunctis dominabitur oris, et nati natorum, et qui nascentur ab illis.' We can easily forgive a child who is afraid of the dark; the real tragedy of life is when men are afraid of the light. –Plato– |
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Che pagliacciata. Bossa e botiglia si trovano intercambiabilmente in tutto il nord italia.
Che accidenti vogliono dimostrare' Na bossa de vin è anche veneto, ma capiscono bene anche botiglia o butiglia, anche perchè le vocali nelle lingue galliche della Padania le cunta poc. Piuttosto noto una bella somiglianza col catalano.....
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Communism and socialism are so utopistically detached from the true nature of man that politicians and militants pursuing them are either criminals exploiting the gullibles of earth or they are just the worst among the honest politicians. http://www.youtube.com/watch?v=BO5bk3BmW5Q&feature=related |
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Non so chi sia Xavier Lamuela García, altro a quello che si dice in quella pagina.
Non credo che il discorso della standardizzazione della lingua friulana sia come quello della lingua catalana. Nel senso che Friuli è una regione piccola dove è posibile che ci sia bisogno di un proceso di standardizzazione della lingua. Il fatto è che anche se gli valenciani siano tanti gli discendenti di catalani venuti con la Conquesta, e anche vero che c'erano altri di altre zone della Spagna ed anche della Occitania. E poi c'è anche il fatto che dal siecolo XIII in qui è venuta conquistata Valencia, in poi, abbiamo svilupato un'identità che non è proprio quella catalana. Ed infatti così ci è venuto reconosciuto per il nostro re Jaume lo Conqueridor che ha fatto di Valencia un territorio con il nostro proprio governo, el Regne de València. L'espansionismo linguistico-politico catalano non è acettato in Valencia ne anche nelle Isole, e viene forzato su di noi tramite una sinistra cafona, independentista ed anche iacobbina, d'origine masonico, appogiata dagli voti degli immigrati dall'Andalucia. Figurati.. Noi abbiamo la nostra identità e la nostra lingua, anche se questa lingua sia una variante dialettale del catalano occidentale (beh, non in tutti posti, comunque). Sul discorso della lingua, è vero che ci sono tanti posti in Valencia dove si parla un valenciano un pò castiglianizzato. Mà anche è vero che non è sempre tanto come dicono gli pan-catalanisti. Ad esempio, ho sentito tante volte dire che la parola valenciana "servici" (servizio) è una castiglianizzazione (da servicio), è che quella giusta sarebbe "servei". Quindi se non lo sai sembra parecchio logico che hanno raggione, per quanto è simile la parola valenciana "servici" a la castigliana "servicio". Invece sucede che in lingua occitana è anche "servici". Allora, è la lingua occitana anche castiglianizzata. Certamente se ci accordiamo che questa parola viene dal latino "servitium", è più logico pensare che per una lingua romance sia derivata in "servici" altro che in "servei". E allora, per chè cavolo dobbiamo usare "servei" se non ha mai esistito qui? Per chè ci dobbiamo rivolgere alle regole usate da gente di Barcelona che, altro tutto, parlano con una cadenza proprio brutta e cafona? Io non ho nessun problema per parlare con un catalano che mi parli in lleidatà (il dialetto del ovest della Catalonia) o in tortosí (il dialetto del sud de Tarragona e dil nord di Castelló). È piacevole da sentire le diverse cadenze, modi gramaticali e parole. Con uno di Barcelona invece preferisco parlarci in castigliano. In tanto oggi come oggi son tutti neo-catalani.
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'Dardanidae duri, quae uos a stirpe parentum prima tulit tellus, eadem uos ubere laeto
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