An interesting article on the various subracial typologies of the remains of the longobard graves found in Italy. Pretty detailed, italian language only. From
La Razza dei Longobardi La Razza dei Longobardi "...tutto era morto...ma un uomo nuovo era nato nel Nord. Sotto un cielo rigido , nel deserto della solitudine, quando nessuno avrebbe osato sperarlo, tutta una primavera venne a sbocciare, che, trapiantata in un clima più bello , in regioni più meridionali, andava a rinnovare la sua natura ed a produrre una più ricca messe per i destini del mondo . Goti, Vandali e Burgundi , Angli, Unni , Eruli, Franchi e Bulgari, Slavi e Longobardi arrivarono... e tutto il mondo moderno...è la loro opera , la loro razza , la loro creazione." Johann Gottfried Herder (1744-1803) Sembra un tabù insormontabile , oggi, parlare di razze umane . Eppure la nostra civiltà è improntata all’insegna dell’Eugenetica col suo progetto di creare l’uomo universale , un passe-partout che non abbia memoria, radici, anima e cervello, dal colore di pelle indefinito come le sue aspirazioni : un uomo standard per un mondo dove tutto è standardizzato . Il prossimo passo sarà la creazione di individui predisposti a diversi compiti, anzi programmati per assolverli secondo le esigenze della società ( del tipo " Signora , che tipo di geni inseriamo nel suo feto ? Ci mancano 25.000 camerieri , 12000 elettrotecnici .....faccia lei , è libera di scegliere !" ) . Dunque , noi ci consoliamo ricordando ciò che rimane in noi dei nostri padri, di quello che erano , che sono : di ciò che hanno vissuto, di cosa pensavano , di cosa amavano, in noi portiamo tutto questo e ci sentiamo ancora abbastanza liberi per onorarli. Una sola precisazione : qui non desideriamo, parlando dei Longobardi, accodarci a chi si accorge solo ora della loro esistenza , a chi ne parla perché si sa, come moda "prima vengono i Celti , poi i Longobardi" . Parlando di loro intendiamo onorare tutti i popoli il cui sangue germanico unito a quello dei loro fratelli celti , ha contribuito alla formazione della nostra Terra e della nostra Gente : Cimbri, Goti , Alemanni , Turingi ... Noi innalziamo a loro le nostre invocazioni ed accendiamo alla loro presenza i nostri fuochi ,e siamo sicuri che essi sono con noi ed in noi . La storiografia ufficiale parla di Longobardi e di autoctoni definiti come "romani" : pensate un po’ , se comprendiamo noi la differenza che intercorre tra noi stessi ed un romano , i nostri progenitori non avevano occhi abbastanza critici per capire quali fossero queste differenze ? O forse dovremmo spiegarci meglio , dicendo che , dal nostro punto di vista la storiografia considera - per ragioni contingenti - l’Italia come "una ed indivisibile" nonché "schiava di Roma" dalla creazione del mondo ad oggi. Un grande merito dei Langbärten è stato quello di aver fatto " tabula rasa" dei dominatori ( quelli sì che lo erano) romani o gallo romani , molti dei quali preferirono andarsene al sole d’Oriente dove evidentemente - la loro razza si sarebbe trovata più a suo agio . Che poi la restante nobiltà romana residente in Lombardia avesse una cospicua eredità di sangue celto-germanico (impensabile per la romanità in decadenza) è attestato dalla testimonianza di Paolo Diacono in proposito della ragazza che diede il nome all’attuale seminario vescovile pavese di "Santa Maria in Teodote" : Teodote , ci viene detto , fu una "fanciulla nobilissima di stirpe romana , di corpo leggiadro ed ornata di biondi capelli lunghi quasi fino ai piedi " che fu sedotta e divenne amante di Re Cunicperto (HL, V, 37). Ma veniamo a noi. La suddivisione dei tipi razziali riscontrati nei resti dei nostri antenati e riassemblati su basi antropologiche, studiati e catalogati regolarmente circa una ventina di anni or sono , rivela le seguenti differenziazioni : Tipi più frequenti nelle sepolture longobarde - Gruppi più consistenti 1)Tipo Protonordico, molti ricercatori non differenziano questa tipologia è quasi esclusiva dei cimiteri longobardi essendo pressochè assente in cimiteri simili dei Franchi, degli Alamanni, Merovingi, Goti e Bavari.E’ tipico della Scandinavia dell’Età del Ferro e del periodo delle Volkerwanderungen. E’ assimilabile al tipo nordico ma con fattezze " ancestrali". Il cranio è Iperdolicocefalo e l’altezza è per gli uomini di 1,72 , mentre per le donne di 1,65. La composizione dell’osso è molto grossa e quella della struttura scheletrica molto robusta. 2) Tipo Nordico, tipo assimilabile alla codificazione di Razza Nordica dello Ecker (1863-1865) molto frequente nei cimiteri longobardi , la sua tendenza alla brachicefalia dimostra ibridazioni con tipologie locali (Alpine ?). E’ probabilmente il gruppo più consistente e più peculiare all’interno del Volk dei Langbärten.Il cranio è sia iperdolicocefalo che dolicocefalo , senza le caratteristiche del primo tipo, la radice del naso è alta. L’altezza degli uomini varia da 1,68 a 1,74 mentre quella dello scheletro femminile varia da 161 a 172 cm. 3) Tipo nordico brachicefalo , è presente soprattutto nei cimiteri germanici occidentali. E’ in tutto e per tutto simile al tipo nordico eccetto per la sua brachicefalia. E’ presente sia in Rugiland che in Pannonia ed anche in Lombardia ( per esempio è abbastanza frequente a testona , dove certamente deriva dalla fusione con etnie alpine tipiche del luogo, questa è una distinzione importante , perché il tipo nordico, tra i Celti, è iperdolicocefalo come il tipo nordico longobardo, e dunque questa rappresenta una variante "locale"). Statura maschile dai 169-170 cm . da notare che , a questo proposito, essa è spesso frequente tra i guerrieri della classe - per così dire " media". 4)Tipo Gracile Cro-magnoide , per intenderci è assimilabile a quello che più recentemente si definisce tipo "falico" (caratteristico della Westfalia). E’ presente dal Nord al Sud dell’Europa e comprende anche i nostri cimiteri , è caratteristico di gruppi etnici locali. L’altezza degli uomini è di cm.168-172, quella delle donne ( caratterizzate da una tipologia scheletrica fortemente mascolina) è di 163 cm. Non siamo riusciti a definire il loro tono di pelle. I capelli erano biondi e luminosi, gli occhi grigi e/o blu ma era frequente anche la variante scura. 5) Tipo Nordico cro-magnoide , è un tipo misto frequentissimo tra i Langbärten , a lungo lo si è chiamato "Nordendorfer" (Ecker 1865,Hauschild 1921,1926, Kramp1938, 1939,Bauermeister 1955) . E’ un tipo che Ecker assimila tra Franchi ed Alemanni , e probabilmente si è formato nei loro territori di origine oltre che in quelli dei Burgundi. Asmus (1939) lo identifica con tipi risalenti alla dominazione romana e lo chiama "ostdeutsche Langschädel" , l’altezza degli uomini è 1,73, quella femminile 1,65. La forma del cranio è prevalentemente nordica mentre l’aspetto cro-magnoide è caratteristico solo del volto. Varianti presenti nelle sepolture longobarde. 1) Tipo Nordico-mediterraneo :è un tipo molto frequente nei cimiteri alemannici , è un tipo non caratteristico tra i Langbärten , viene individuato nel 1939 dall’Asmus col nome di "Aunjetizer" analizzando i resti dei cimiteri del Mecklenburgo e della Pomerania . Saller , nel 1934 , esaminando dei resti nella marca orientale bavarese , egli li individuò come ibridazioni tra elementi autoctoni e invasori romani . L’altezza degli uomini è all’incirca di cm.166 e di un metro e 58 cm per le donne. Pur avendo il cranio di misura mediterranea , i tratti somatici nordici si concentrano nei lineamenti del volto. 2) Tipo Cro-magnoide atlanto-mediterraneo . Sia in Pannonia che in territorio italiano , i cimiteri hanno una consistente parte di questi tipi. Nei nostri territori, in particolare , è riscontrabile nei cimiteri non -longobardi dell’"Età berbarica" ( Brescia, Brescia-Gussago ) e si ritiene che sia frutto di fusioni con elementi locali, allo stesso modo come accadeva al punto 3 col tipo nordico-brachicefalo piemontese. In questo tipo il cranio se è dolicocefalo tende al mesocefalo e viceversa. L’altezza maschile si regola sui 170 cm e l’impalcatura dello scheletro è di tipo robusto. 3) Tipo Ligure : questo tipo risulta fortemente " disarmonico ", in un testo del 1979 di Istvan Kiszely , l’autore stesso non si spiega le similitudini di questo tipo con il simile ceppo celtico francese . Questo anche perché risulta fortemente mischiato e simile alle tipologie alpina e nordica . La differenziazione viene fatta sulla struttura gracile dello scheletro. L’altezza degli uomini è di cm.160-164 mentre quella delle donne è di 150 cm. 4) Tipo atlanto-mediterraneo : Questo è il tipo presente tra i Longobardi tra il Rugiland e la Pannonia , sino all’area padana. Questo tipo è quello che viene fatto risalire quale discendente dei conquistatori romani in diverse zone di passaggio ( Vindabona-Vienna, Ulcisa Castra-Szentendre,Aquincum-Budapest , Szépvölgyi út , Ala Nova-Schwechat, Sopiane-Szombathely... sino a Cividale , Castel Trosino ecc...). Un dato particolare viene dal fatto che , in diversi cimiteri, questo tipo è spesso puro ( il che lascia presupporre ad un’integrazione ma non ad un’ibridazione o ad un assorbimento vero e proprio tra Longobardi e Romani . L’altezza degli uomini è di cm.167-171 , quella femminile di cm. 162-163. Il cranio è dolicocefalo e differente da quello gracile precedente . I tratti somatici del viso nono più "alti". 5) Tipo Alpino : definita anche "Razza Celtica " ( Broca ), "Homo Alpinus" (Lapogue, 1889), "Sud-Germanico Brachicefalico" (Vircow). Come il tipo ligure non è mai chiaramente individuabile nei cimiteri longobardi. E’ mischiato e caratteristico di non tutti ma solo di determinati cimiteri. La struttura dello scheletro è più tarchiata ed il cranio è brachicefalo ed il corpo , probabilmente tendeva all’obesità. 6) Tipo Alpino-Cromagnoide : questo tipo si è formato nell’area dell’attuale Germania Centrale , tra le Alpi e nella Francia occidentale . E’ associabile alla fisionomia "Est-europea". Il cranio tende alla mesocefalia ma è "chiuso" nel tipo alpino. Può anche essere individuato come un tipo alpino dolicocranico. La struttura scheletrica è snella ma non gracile e la statura media degli uomini è di cm.166-167. 7) Tipo Alpino-mediterraneo, è frequente nei cimiteri germanici dell’Europa occidentale e nasce dalla ibridazione tra diversi tipi ; per esempio è presente anche tra gli Slavi (Bach-Dusek 1971), tra gli Alemanni (Abels-Gaebele-Schröter 1972), tra i Turingi (Holter 1929). Sostanzialemte si protrebbe riassumere la sua tipologia in questo modo : cranio alpino e volto mediterraneo , il cranio è meso-brachicefalo. L’altezza degli uomini è di cm . 162, quella delle donne è di cm.154-156. 8) Tipo Tauride è un tipo che è fonte di numerose problematiche per la sua identificazione( periodo delle migrazioni nell’Europa del Centro - Nord). E’ associabile al tipo "Dinarico", identificabile anche con quello "armenoide". E’ molto differente dal tipo "Vero - Tauride" dell’Asia Minore e del Caucaso ( Kiszely ). Viene definito anche "Tauride atipico". Dolicocefalo con naso aquilino. Molto frequente in cimiteri alamanni in Svizzera ma presenti in un cimitero franco di Colonia od in aree cimiteriali bavaresi. In Austria, infine , troviamo la variante di questo tipo dal cranio brachi-mesocefalo e dalle ossa del naso prolungate a formare il naso " a becco". Altezza maschile 1 m e 64-66 cm , quella femminile è sui 156 cm. Il viso è lungo e la struttura scheletrica è gracile. 14)Tauride - Cromagnoide : Questo è definito come un tipo caratteristico del Rugiland meridionale , si trova con una certa frequenza in Austria. : il gruppo etnico al quale facevano parte questi elementi è dubbio : Heruli o Rugii. E’ una tipologia ibrida tra i due tipi e la struttura delle ossa è solida ma non grossa, la struttura del volto è simile al tipo precedente nella struttura degli zigomi e del naso (aquilino) , tuttavia la massa del cranio è meno lunga ma non compatta come nel Cro-magnoide puro. 15)Tipo Tauride Gracile-mediterraneo, E’ la variante più frequente del tipo Tauride nei cimiteri Longobardi( da Várpalota a Tamási , sino a Castel Trosino o Testona ecc....) E’ moòlto presente nei cimiteri Alamanni e probabilmente venne inserito nel Volk Longobardo da questa componente etnica , non è presente nei territori ad Ovest dell’Elba. La struttura del volto è simile al tipo tauride puro con il caratteristico naso ad unco , nella struttura , lo scheletro è gracile ma ben proporzionato ed armonico. 16 ) Tipo Franco-Turingio, comune nei cimiteri franchi, turingi e merovingi e caratteristico dei cimiteri longobardi della Boemia, dove è anche caratteristico delle genti locali che non seguirono le fare longobarde negli spostamenti successivi. La struttura di questo tipo ,m nello scheletro , è gracile-mediterranea ma il cranio è dolicocefalo ( con variante dolico-.mesocefala) , l’osso occipitale è fortemente curvo , le ossa del naso sono prominenti e spiccano dal profilo , gli zigomi alti sono un ‘altra caratteristica del cranio . L’altezza è decisamente elevata e caratteristica dei popoli nordici : negli uomini 170 cm e simile quella delle donne (167 cm). L’identificazione di un tipo longobardo, oggi, risulta molto complessa , anche qui, nell’ultima dimora dei nostri antenati. Non esistono più razze pure né a Nord delle Alpi, né - tantomeno - qui : l’identificazione di un " tipo celtico subalpino" risulta , allo stesso modo , difficoltosa. Una caratteristica che tende a mantenersi , contrariamente ai capelli biondi od al colore degli occhi, sembra essere la struttura dello scheletro e delle ossa del cranio : esse ci permettono, ancor oggi - istintivamente e molto grossolanamente - di riconoscere le differenze tra "Volkgenossen"(gente del nostro popolo) ed altre persone provenienti da ceppi etnici diversi. Quale tipo poteva rappresentare il " tipo ideale" per i nostri progenitori ? Allo stesso modo con il quale , sino a poco tempo fa si faceva riferimento ad un tipo estetico preciso ( prima della dittatura dell’etnocentrismo planetario), i Langbärten ebbero modo di rappresntare il loro in fibule e lamine sbalzate, in sculture presenti - soprattutto - in Lombardia (Nord - Italia) : il tipo qui rappresentato è - in prevalenza - quello Nordico-Cro-magnoide. Ad onor del vero le caratteristiche fisiche o fisiognomiche del tipo longobardo risultano difficilmente individuabili attraverso la stilizzazione dei profili , questo è stato notato e sottolineato da più di uno studioso, come Emerich Schaffran, il ricercatore che , nel 1938 , pubblicò per l’Ahnenerbe il testo " Geschichte der Langobarden" : " Al riguardo del tratti del volto, li si è confrontati con i resti ritrovati negli scavi, secondo modalità etnografiche , questi tratti risultano fortemente fuorvianti .Questo tipo ideale rappresentato , è spesso piuttosto abbozzato nel senso dell’ornato, è a forma di pera capovolta con la punta verso il basso, i capelli aderiscono al capo a mo’ di corda bagnata (...) il naso è triangolare e le orbite degli occhi sono circolari e protese in avanti". Un’altra fonte è quella della storia longobarda così come ci è stata tramandata da Paolo di Warnfriet (Paolo Diacono) ...ed allora, ci domandiamo, nell’ambito della nobiltà longobarda , quali erano le caratteristiche fisiche predominanti ( ed originarie , verosimilmente mantenutesi il più possibile "inalterate") ? Paolo di Warnfriet così descrive alcuni tipi fisici in Historia Langobardorum : ±ALBOINO : " Fu alto di statura, , conformato in tutto il suo corpo a fare la guerra " (HL,II,28) ±AUTHARI : "E davvero Autari era a quel tempo fiorente d’età giovanile, di figura ben proporzionata, coperto d’una chioma lucente , bellissimo nell’aspetto. "(HL, III,30) ±GRIMOALD : "Ritornando all’accampamento egli [l’Avaro, NdR ]conduceva per le briglie il cavallo di Grimoaldo esultando per una così nobile preda (il ragazzo infatti era di bell’aspetto , di occhi scintillanti, e aveva una bella chioma color latte)" (HL,IV,37).E più in là : " [ Re Grimoald ] Fu fortissimo nel corpo, primo nell’ardimento, calvo e con una gran barba, non meno dotato di saggezza che di forza" (HL, V,33) ±PERCTARIT : "Fu di bella statura, di corpo robusto , mite e dolce in ogni cosa " (HL,V,37) ±CUNICPERT : "Fu uomo squisito («Fuit autem vir elegans...»)" (HL, VI, 17). Sulla base delle analisi antropologiche , l’età biologica media dei nostri antenati ( su un campione dei resti di 870 individui) è di 34 anni e 9 mesi per gli uomini e 34 anni e due mesi per le donne ( se si aggiunge la percentuale di mortalità infantile riscontrata sul 29,4% , l’età media si abbassa a 24 anni ed 8 mesi per gli uomini e 24 anni e 3 mesi per le donne). L’altezza media - sullo stesso campione - risulta essere per gli uomini di 171,1cm e per le donne di 161,6 cm. Possiamo aggiungere che , in base ai dati attuali in nostro possesso non è stata ancora eseguita un’accurata analisi genetica sui resti dei nostri antenati : questa è auspicabile perché in grado di definire con maggior precisione rispetto all’indagine antropometrica , la percentuale di eredità nei discendenti e le ibridazioni od i gruppi etnici presenti nel Volk longobardo. Al termine di questa breve sintesi ed analisi delle tipologie razziali , intese come fondamentali e varianti , in seno al Volk Longobardo ...azzardiamo un augurio : un augurio che si tramuta nell’auspicio di tornare ad essere grandi , duri e fieri come nell’affresco di un grande germano non tedesco , il Conte De Gobineau : " Le popolazioni della Germania (...) si trovarono in definitiva molto poco germanizzate . Tutto ne porta testimonianza , le istituzioni commerciali , le abitudini rurali , le superstizioni popolari , la fisionomia dei dialetti , le varietà fisiologiche . Come non è raro trovare nella Foresta Nera , o nei dintorni di Berlino , tipi perfettamente celtici o slavi, così è facile osservare che nella natura dolce e poco attiva dell’Austriaco o del Bavarese non ha nulla a che fare con quello spirito di fuoco che animava il Franco od il Longobardo". ( In "Saggio sulla ineguaglianza delle Razze umane" , II , 450). In questa affermazione , nel cui spirito paradossale è racchiusa la nostra condizione , dobbiamo anche ravvisarvi la nostra Rinascita . Il caso volle che il De Gobineau morisse proprio in terra longobarda, ed in Piemonte , a Torino : noi avemmo più tardi occasione di accorgerci della "lungimiranza" di quel fatale evento , rimanendo immobili innanzi alla sua tomba e cercando le frasi giuste da pronunciare ...occorreva riscoprire il nostro linguaggio. Appare poi chiaro che , di certo , alla nostra ibridazione hanno influito di più i recenti accadimenti storici ( come la dominazione francese od austro-ungarica ) che non la colonizzazione latina . Essa influì in misura maggiore - e di questo , purtroppo, dobbiamo constatare la consistenza - per ciò che riguarda la visione del mondo : "italiana" e mediterronea dalle Alpi alla Sicilia . Se questo aspetto ci appare più o meno incurabile , per ciò che riguarda il rafforzamento delle caratteristiche fisiologiche longobarde , per dare voce in capitolo anche ad un Niederdeutsche , amiamo pensare con lo stesso spirito con cui il Darrè scrisse questa frase alla moglie : " Certo il nostro matrimonio non potrà produrre dei figli al cento per cento nordici . Ma potresti allevarli in modo tale che la loro parte di sangue nordico, sempreché sia la parte prevalente in loro , li faccia sentire a loro agio durante la crescita" (R. Darrè ad Alma Darrè,14.1.24, ED 110 /8 , 9.10.26, 5.12.26, in cui consiglia la lettura di Stile e Razza di Günther ). Il nostro nocciolo di sangue germanico ci appare - oggi - come una pietra grezza , una pietra che rischia di scomparire nel magma dell’universalismo ancor prima di essere stata lavorata : una pietra che - forse - non riuscirà mai a riflettere la luce . Johann von Leers ebbe a scrivere parlando della nostra condizione : "In fatto di popoli nordici, restano solo i Germani occidentali , alcuni Germani del Sud come i Bavaresi , i Longobardi che lentamente vanno degenerandosi nell’Italia settentrionale e, infine gli Slavi spintisi fino all’Elba e quasi senza storia." ( Geschchte auf rassischer Grundlage, Leipzig, 1934) , l’attuale situazione , ad oltre sessant’anni di distanza da queste considerazioni non lascia spazio ad ottimistiche previsioni...Nella maggior parte dei casi, non basta vedere capelli biondi per parlare di nordicità laddove la struttura del corpo non li "regge" ( perché bassa o gracile ), in altri casi - dove si trovano tipi nordici puri - i lineamenti interiori sono tutt’altro che nordici (caratteristica pure notata da Evola) e in altri casi l’altezza e la robustezza non incide sui tratti del volto . Per capire quale può essere la nostra degenerazione razziale basterebbe fare una rapida percentuale di quanti si interessino alle proprie radici confrontata al resto della massa. Da un altro lato, la commistione con elementi afro-asiatici - in particolare nelle grandi città - da un ventennio a questa parte ( in alcuni casi, come in quello sudtirolese anche da più decenni ) accellera progressivamente i tempi della nostra scomparsa . Il tipo germanico , a noi caro, è forte , schietto ed individualista , poco incline al compromessi ed all’italiana fregatura , con un alto senso dell’onore e della responsabilità e le caratteristiche fisiche di un nostro tipo longobardo ci bastano per renderci conto delle differenze tra la nostra gente e quella del resto dello stivale ! E’ bene rimarcare che , dalla CO non verrà mai un incitamento alla "fratellanza del volemose bbene" , questa la lasciamo ai progressisti od a coloro che si sentono poco orgogliosi per rivendicare la propria diversità . Chi è nella CO è all’interno di questa perché scelto dagli Dei e dai Padri , ed - al di là di tutte le considerazioni biologico-spirituali - questa per noi resta la discriminante tra noi ed "il resto". Razzisti noi ? Se dobbiamo esserlo lo siamo con tutto e tutti ! L’utopia di riportare il Volk longobardo alla sintesi di un tipo Urgermanisch ( germano originario ) è equidistante da noi come lo è quella del lasciare alla deriva del meticciamento le nostre genti più genuine : il nostro contadinato. E’ dalle nostre campagne , dai piccoli paesi, dalle frazioni e dalle località più sconosciute che può venire la nostra rinascita : e ben venga tutto ciò che è funzionale ad essa , come forze intellettuali e politiche , esse sono buone e positive solo quando vanno nel senso della salvaguardia e della valorizzazione di questo serbatoio di purezza spirituale ed etnica . Guai ad esse se favorissero solo lo sfruttamento della generosa spontaneità di queste persone . In quanto a noi , custodi dello spirito del nostro Volk , il nostro dovere è la salvaguardia della nostra eredità ancestrale e la lotta costante e senza limiti : ogni numero dell’AdT, ogni Blót, ogni Thing, ogni telefonata che ci permette di essere in costante contatto tra di noi, ogni viaggio nella Nazione di Odin , rappresenta un’azione di guerra contro la moderna colonizzazione romana , espressione a noi più prossima del moderno mondialismo. Ogni parola scritta onora gli Dei al pari di un prigioniero romano dissanguato dalle sacerdotesse cimbriche nel calderone sacro. La nostra battaglia è quella che si svolge in questo modo : sostituendo la penna alla spada e modellando il nostro spirito sulle nostre virtù nobili, lasciando il resto a coloro che vivono in ginocchio. Paolo Gauna